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Concludiamo qui la serie di post su Marco Testoni. Nei precedenti articoli abbiamo visto da vicino le sue innumerevoli esperienze e approfondito i contenuti dei due libri che ha scritto i quali si sono rivelati utilissimi per muoversi tra le professioni della musica moderna.

In questo post vi raccontiamo di una chiacchierata che si è svolta negli studi di Augustus Color a Roma dove Marco era impegnato nella realizzazione della colonna sonora di Storia di una famiglia per bene. Una fiction prodotta dalle reti Mediaset diretta da Stefano Reali e con Giuseppe Zeno e Simona Cavallari. Le musiche sono di Antongiulio Frulio e Marco Rinalduzzi.

Una delle sale mix di Augustus Color

La conversazione si è mossa senza una scaletta precisa. Nella chiacchierata abbiamo avuto modo di affrontare molti dei temi cari a Marco e alla sua maniera di muoversi tra le professioni della musica moderna.

La forma canzone

Nella prima parte della carriera la focalizzazione è stata sulla composizione di canzoni per artisti italiani.

Il brano Lettera per te è stato interpretato da Paola Turci ed Edoardo De Angelis e proposto al Disco per l’estate.

Incendiare questa mezzanotte è, invece, il titolo del brano interpretato da Tosca ed Edoardo De Angelis che ha avuto un notevole riscontro in Brasile.

Per Antonella Ruggero il nostro Marco ha scritto la colonna sonora del film Blackout che ha ricevuto il Premio Colonne Sonore Miglior Canzone per Film Italiano 2014.

Notevole è stata l’attività di composizione di canzoni per bambini insieme a Mario Zanotelli.

Una di queste, Natale di cioccolata, ha assunto anche una certa rilevanza in ambiti non musicali per il fatto che raccontava di un Babbo Natale che regalava a un bambino di colore un permesso di soggiorno.

Il cambiamento del mercato discografico e la voglia di affrontare strutture musicali meno schematizzate hanno convinto Marco a muoversi verso nuove sfide esplorando con atteggiamento aperto le professioni della musica moderna.

Le professioni della musica moderna: il Music Supervisor

Per riuscire a sostenere una carriera in modo profittevole, secondo Marco, bisogna saper osservare i cambiamenti e adattarsi alle richieste del mercato.

Questo consente da un lato di indirizzare i propri sforzi su argomenti per i quali è riconosciuto un valore dall’altro di esplorare strade nuove.

Queste possono avere la doppia funzione di ricavare spazi inesplorati e consentire la sperimentazione e, tramite questa, il progresso nella proposta musicale.

Una delle professioni scelte da Marco è quella del Music Supervisor. Il ruolo che ne deriva è quello di rendere fluide le dinamiche che si creano tra i vari interlocutori del progetto (tipicamente Compositore, Regista e Produttore).

Il Music Supervisor sceglie anche i brani di repertorio (quelli non scritti dal Compositore) e le eventuali musiche diegediche (quelle che fanno effettivamente parte della scena perché ascoltate o suonate dai protagonisti).

Tra le professioni della musica moderna, questa può essere pensata come la trasposizione in ambito musicale del lavoro che fa lo Scenografo. Il Music Supervisor deve, in qualche modo, esporre una descrizione sonora della scena che sia funzionale al messaggio che si vuole veicolare.

Le professioni della musica moderna: la Videoart

Il musicista all’altezza del mondo che cambia deve essere curioso. È molto probabile che tutto quello che vale adesso tra cinque anni non sarà più utilizzato.

Un terreno dove questi cambiamenti repentini si misurano con estrema facilità è quello della Videoart.

Marco Testoni in una performance live (Ph. colonnesonore.net)

Non solo musica per immagini ma anche interazione. Videoart è legame con l’artista che cura la parte visuale, interazione tra i musicisti e interazione con i fruitori.

Questi ultimi dismettono i panni dell’ascoltatore per diventare soggetti che influenzano il messaggio musicale muovendosi all’interno della scena o dirigendo lo sguardo sui vari oggetti disponibili.

Un’altra parte dell’interazione è quella che si ha con chi si occupa della tecnologia a supporto del progetto. Project Manager, Ingegneri e Programmatori che realizzano, spesso ad hoc, gli strumenti hardware e software necessari per costruire l’opera.

I videogiochi hanno spinto molto verso l’interattività e chi compone colonne sonore per questi ha imparato a commentare (musicalmente) i vari contesti possibili.

Anche la composizione di musica per le colonne sonore aiuta a muoversi in questi ambiti.

L’arte contemporanea sta portando avanti, essendo libera dagli schemi di un linguaggio codificato, questi aspetti anticipando quello che, secondo Marco, succederà a breve.

La Musica Intermediale (è questa forse la parola che definisce meglio questo tipo di esperienza) è interazione e legame con il contesto.

Usa la tecnologia e la nasconde per dare priorità al messaggio che si vuole veicolare.

Audio immersivo, video immersivo e interattività. La scena cambia perché gli attori la modificano. Si modifica perché i musicisti la seguono. La scena si adatta perché il pubblico la influenza.

La grande libertà che questi concetti abilitano deve essere presa come una opportunità per lo sviluppo delle arti e delle professioni della musica moderna.

Le professioni della musica moderna: le prospettive

Attualmente si vive una rivoluzione per cui le piattaforme di distribuzione governano il mercato e la musica (il contenuto che viene distribuito) non ha più valore.

Questo è reso possibile dal fatto che sono disponibili i cataloghi di opere già realizzate. Questi, prima o poi, finiranno la loro spinta e ci sarà bisogno di nuovi contenuti.

Sarà quello il momento in cui la musica acquisterà di nuovo il valore che merita e ci sarà spazio per nuove professioni.

Purtroppo gli ultimi 20 anni sono stati quelli de “la cultura non si mangia”. Un periodo buio che ha creato danni importanti alla società e all’economia.

Per uscirne c’è bisogno di una nuova visione, di nuovi approcci e nuove capacità. La classe politica non sembra avere la giusta sensibilità sul tema ma per fortuna, secondo Marco, si avvicinano all’orizzonte novità interessanti.

Gli adolescenti sembrano essere diversi dalla generazione appena precedente. Cercano la sostanza delle cose, sono curiosi e approfondiscono i concetti.

Apprezzano il concetto di creatività che è l’essenza dell’arte e questo non può che farci ben sperare.

Sono un ingegnere elettronico con la passione per la musica ed il suono. Mi sono avvicinato alla musica da autodidatta (salvo una breve parentesi alla University of the Blues di Dallas) e ho suonato nei peggiori locali italiani (con casuali puntate all'estero). Ho costruito la mia prima radio FM appena finita la terza media. Ho continuato con amplificatori a valvole e transistor fino ad arrivare alla produzione di circuiti integrati. Collaboro da anni con varie riviste (cartacee e web) di musica nelle quali mi occupo di recensioni di strumenti musicali e sistemi per l'elaborazione del suono. Trovate le mie pubblicazioni su Accordo (accordo.it), la rivista Chitarre (dal 2010 al 2015) e su Audio Central Magazine (audiocentralmagazine.com). Produco musica da un po' nello NTFC Studio che serve sostanzialmente per le produzioni di NTFC Band.