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In questo post cercheremo di capire se Dolby Atmos avrà successo. Quali sono gli ingredienti per avere successo nel mercato dell’audio professionale? Dolby Atmos ce la farà a sfondare? Le domande sono lecite ma le risposte difficili da trovare.

Ad ogni grande innovazione è legata una scommessa che qualcuno decide di seguire e qualcun altro no. La storia è piena di successi e di insuccessi.

La capacità di visione è un ingrediente fondamentale ma poi devono succedere molte cose prima che un prodotto o una tecnologia si affermino in maniera sostanziale.

Lo Studio Uno di House Of Glass con sistema Dolby Atmos
Lo Studio Uno di House Of Glass con sistema Dolby Atmos (Ph. by House Of Glass Studio)

Una storia del passato

Il primo modello di iPhone è arrivato sul mercato nel giugno del 2007. In quel periodo i leader erano Nokia, Motorola e Blackberry.

iPhone stravolgeva completamente l’idea di telefono cellulare grazie a un paio di innovazioni importanti:

  • lo schermo touch
  • un ecosistema di applicazioni software

Il primo modello era venduto solo in alcuni stati e, in Italia, arrivarono alcuni pezzi portati da chi aveva azzardato l’acquisto in USA. Non c’erano applicazioni sviluppate da terzi.

L’azione di marketing di Apple è stata importante e, come sapete, in grado di rivoluzionare il mercato.

I concetti fondamentali, e rivoluzionari per l’epoca, erano due:

  • il device si gestiva facilmente con due dita e non aveva una tastiera fisica
  • sviluppando opportunamente le Applicazioni poteva diventare… qualsiasi cosa

L’invasione del mercato è diventata realtà quando gli utenti hanno capito le potenzialità della nuova interfaccia uomo-macchina e gli sviluppatori di software hanno cominciato a rilasciare applicazioni dedicati agli usi più svariati.

Cosa serve per capire se Dolby Atmos avrà successo

Veniamo all’oggetto di questo post e cerchiamo di capire se Dolby Atmos avrà successo. Dal punto di vista del contenuto innovativo della tecnologia possiamo dire che:

  • Per la prima volta si considera la terza dimensione spaziale (l’altezza) in un sistema di audio immersivo rivolto anche agli utenti finali
  • Finalmente si rende giustizia alla qualità dell’audio perché tutte le tracce sono codificate a 24 bit e 48KHz
  • Si supera il concetto di canale audio grazie alla introduzione degli oggetti e del relativo posizionamento nello spazio
  • Dolby Atmos è scalabile e può essere ascoltato con molte configurazioni di speaker. È supportato perfino l’ascolto in cuffia

Ci sono, quindi, tutti gli ingredienti per veicolare una nuova esperienza di ascolto. Dalle statistiche disponibili sul web si evince che circa l’85% dell’ascolto di programmi musicali è effettuato in cuffia.

Si capisce come i progettisti di Dolby Laboratories abbiano dovuto tenere conto di questo fatto. Il coinvolgimento degli ascoltatori in movimento è un fattore chiave per capire se Dolby Atmos avrà successo.

Saranno pochi quelli che vorranno installare nelle loro case un sistema 7.1.4 per godere di un’esperienza esaltante.

È probabile che possano essere in molti a cercare soluzioni diverse (a metà strada tra questi due estremi) per godere comunque di un’esperienza appagante.

Cosa manca per capire se Dolby Atmos avrà successo

Facciamo quindi un passo avanti. Come per le App di iPhone è necessario costruire un ecosistema a supporto della tecnologia.

Per realizzare questo ecosistema si devono verificare tre condizioni:

  1. i produttori di musica dovranno realizzare contenuti compatibili
  2. le piattaforme di distribuzione dovranno rilasciare contenuti in Dolby Atmos
  3. i produttori di sistemi di ascolto dovranno rendere disponibili sistemi in grado di dare una esperienza di ascolto adeguata

Per la quanto riguarda produzione i Dolby Laboratories hanno rilasciato i componenti software necessari e già si trovano DAW in grado di utilizzarli (al momento Pro Tools, Nuendo, Logic e Da Vinci Resolve ma ne arriveranno altre).

Come dicevamo, per la produzione, è indispensabile una regia 7.1.4 che non è semplicissima da realizzare (ma neanche troppo complessa se si rimane nell’ambito audio pro).

Questo sembrerebbe escludere il mercato degli home e project studio ma, a guardare bene, non è così.

La soluzione Dolby Atmos proposta da IK Multimedia
La soluzione Dolby Atmos proposta da IK Multimedia (Ph. IK Multimedia)

Il workflow che si potrebbe utilizzare in questo caso è mixare i contenuti Dolby Atmos in cuffia per impostare la lavorazione.

Questa potrà essere finalizzata in uno studio 7.1.4 (magari listed by Dolby Lab) per verificare e raffinare le scelte e rilasciare il prodotto finito.

Si consideri che cominciano a essere disponibili strumenti di supporto al mix in cuffia (si pensi, ad esempio, al plugin Acustica Audio Sienna che modella lo Studio Uno di House Of Glass).

Ci sarà spazio (e forse necessità) anche per la definizione di nuove modalità di mix viste le enormi possibilità, sia tecniche che creative, che la tecnologia mette a disposizione.

Per quanto riguarda la distribuzione si sono già mosse Apple, Tidal e Amazon. Per tutti gli altri è solo questione di tempo.

Anche sul lato dell’ascolto le novità non sono poche. Sono molte le Sound Bar già compatibili con la tecnologia. Citiamo Sonos Beam solo per dare un esempio.

Cominciano a farsi strada anche Televisori con sistema audio integrato che supporta Dolby Atmos. Valga come esempio Hisense ma, girando sulla rete è possibile trovarne molti.

Un Televisore con audio compatibile con Dolby Atmos
Un Televisore con audio compatibile con Dolby Atmos (Ph. Hisense)

La scommessa

È chiaro che Dolby, nel 2012, ha fatto investimenti importanti scommettendo sul futuro. Come Apple per iPhone, la strada non sarà semplice perché si deve orientare il mercato ad un approccio nuovo e, a volte, molto diverso dal solito. I segnali, come abbiamo visto, ci sono tutti e noi siamo fermamente convinti che Dolby Atmos avrà successo.

Sono un ingegnere elettronico con la passione per la musica ed il suono. Mi sono avvicinato alla musica da autodidatta (salvo una breve parentesi alla University of the Blues di Dallas) e ho suonato nei peggiori locali italiani (con casuali puntate all'estero). Ho costruito la mia prima radio FM appena finita la terza media. Ho continuato con amplificatori a valvole e transistor fino ad arrivare alla produzione di circuiti integrati. Collaboro da anni con varie riviste (cartacee e web) di musica nelle quali mi occupo di recensioni di strumenti musicali e sistemi per l'elaborazione del suono. Trovate le mie pubblicazioni su Accordo (accordo.it), la rivista Chitarre (dal 2010 al 2015) e su Audio Central Magazine (audiocentralmagazine.com). Produco musica da un po' nello NTFC Studio che serve sostanzialmente per le produzioni di NTFC Band.