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Come promesso qualche settimana fa vi raccontiamo dell’incontro che abbiamo avuto con Dario Vero. Una chiacchierata senza una scaletta precisa nella quale abbiamo affrontato una serie di argomenti. Questi, come scopriremo insieme, si sono rivelati utili per dare un’idea del modo in cui si costruisce una carriera nel mondo della musica, in generale, e della musica per video, in particolare.

Dario Vero impegnato come Direttore d'Orchestra
Dario Vero impegnato come Direttore d’Orchestra

La formazione, la musica, la matematica e l’approccio alla composizione

Dario si è avvicinato alla musica prendendo il Diploma in Composizione e affrontando gli studi di Chitarra al Conservatorio seguendo il nuovo ordinamento. Il triennio lo ha visto studiare a Frosinone. Per il biennio si è spostato a Roma.

Nonostante avesse scelto l’indirizzo Jazz molto tempo è stato speso – per effetto del programma didattico – sulla musica Classica.

Uno dei rischi del conservatorio è che l’attenzione allo studio della tradizione a scapito della creatività possa avere risvolti importanti sulla passione e la molla che spinge gli artisti a fare musica. Questo, nel caso di Dario, è effettivamente successo ma il tempo e la fatica spesi sui libri e sulla chitarra non sono stati vani.

Un’esperienza rilevante di questo periodo è rappresentata dall’incontro con il Prof. Stefano Catulelli. Con lui Dario ha seguito il corso di Scrittura a quattro voci secondo le regole di Padre Mattei.

L’idea è quella di far muovere il meno possibile le melodie dei singoli cantanti per rendere più semplice il loro lavoro.

Lo sviluppo di questi principi ha contribuito non poco allo sviluppo delle tecniche compositive applicate, dopo il percorso di studio, alla musica per video.

Un altro aspetto interessante è il parallelo tra musica e matematica. Mentre studiava musica, Dario ha frequentato anche il Liceo e le relative classi di matematica.

Le competenze acquisite in questo ambito lo hanno aiutato a gestire in modo strutturato la partitura.

Uno spartito può essere assimilato a un piano cartesiano con il tempo che scorre da sinistra verso destra (o, come direbbe Cartesio, sulle ascisse) e le melodie e armonie che si sviluppano, per i vari strumenti sull’asse verticale (le ordinate per dirla ancora con Cartesio o sull’asse del pitch quando si parla strettamente di musica).

Un inquadramento di questo tipo aiuta a muoversi specialmente nella lettura di parti per l’intera orchestra.

Il ritorno della musica classica

Il ritorno alla passione per la musica Classica c’è stato, forse inaspettatamente, quando Dario si è trovato a seguire un Corso di Accompagnamento Organistico per le Chiese.

Il corso verteva su due argomenti fondamentali.

Il primo è il basso numerato, una tecnica di scrittura che prevede un solo rigo musicale in chiave di basso e che riporta le note al basso e dei numeri sopra queste che rappresentano gli intervalli da suonare.

Come è evidente, una scrittura di questo tipo è veloce ma non riesce a essere esaustiva e lascia molta libertà all’interprete.

Un esempio di scrittura col metodo del Basso numerato
Un esempio di scrittura col metodo del Basso numerato

Il secondo è stato, inaspettatamente, l’improvvisazione. Quando un organo accompagna le cerimonie liturgiche è necessario seguire gli eventi e i tempi dettati da chi celebra la liturgia.

Alle possibilità interpretative legate al basso numerato si aggiunge, quindi, la capacità di estendere nel tempo quanto sommariamente scritto sulla partitura.

Se si considera che spesso i temi scritti durano solo poche battute diventa chiaro che la capacità di improvvisazione, con variazioni sul tema e/o altri artifici, è fondamentale.

Questo approccio è estremamente simile a quello necessario per le musiche da film e il corso ha avuto, pertanto, risvolti molto importanti sullo sviluppo delle capacità di Dario di lavorare sulle colonne sonore e sulla musica per video.

Gli obiettivi del musicista e la ricerca delle occasioni

Una solida preparazione di base è necessaria ma, spesso, non sufficiente a costruire una personalità riconosciuta dal mercato.

Per riuscire nel mondo del lavoro (in tutti i campi) si devono avere degli obiettivi precisi e si deve mettere in campo una strategia e le tattiche necessarie per raggiungerli.

Secondo Dario (e non non possiamo che essere d’accordo) l’unico obiettivo del musicista non può essere quello di diventare insegnante di musica nella scuola secondaria.

Un artista deve essere in grado di veicolare le proprie emozioni e fare in modo che queste arrivino al pubblico.

Per farlo c’è bisogno di uscire dalla propria zona di comfort e mettersi in discussione, confrontarsi con gli altri, avere risposte spesso negative e imparare a gestire le critiche per migliorare.

Le occasioni non arrivano e, in qualche modo, vanno create.

Questo è quello che ha fatto Dario Vero mettendosi in discussione e cercando le suo occasioni in giro per il mondo.

Ha cominciato in Olanda partecipando, quasi per caso, a un incontro che lo ha portato a suonare con Steve Vai. L’esperienza è stata estremamente formativa grazie anche alla disponibilità del chitarrista (e alla sua immensa cultura musicale).

Nel 2017, grazie a una borsa di studio, partecipa all’Hollywood Music Workshop di Vienna che lo porta ad ottenere un Master tenuto da maestri di grande esperienza e rara professionalità quali l’orchestratore di Hollywood Conrad Pope, e il compositore americano Joe Kraemer.

Grazie a questi incontri riesce a perfezionare le sue qualità nella orchestrazione e nella composizione di musica da film acquisendo competenze da chi aveva scritto musiche per film quali Harry Potter e la pietra filosofale (Pope) e Mission: impossible – Rogue Nation (Kraemer).

Con queste basi e con la consapevolezza della necessità di muoversi in un ambito internazionale, Dario ha costruito le basi della propria carriera.

La modernità e la capacità di interpretare i cambiamenti

Altro aspetto importante è la capacità di interpretare la realtà e adattarsi ai cambiamenti. Il Covid ha segnato inevitabilmente la vita e il lavoro di tutti.

Vista l’impossibilità di lavorare in studio e di essere a stretto contatto con gli altri musicisti, è diventato necessario trovare vie alternative per comporre musica e per registrarla.

Dal punto di vista della composizione Dario Vero è ormai affezionato utilizzatore della app Staff Pad. Questa applicazione, nata in origine per il sistema operativo Windows, è stata successivamente rilasciata anche nel mondo Apple. Bastano un Surface o un iPad Pro per riuscire a scrivere musica in ogni situazione, con un ascolto adeguato e grandi capacità di condivisione.

Staff Pad al lavoro
Staff Pad al lavoro

Durante i periodi di lockdown lo studio di Dario era rappresentato da un iPad Pro e da StaffPad.

L’uso di piattaforme di conference call è stato invece fondamentale per relazionarsi con i musicisti e dirigere da remoto le sessioni di registrazione.

Il lavoro su una partitura
Il lavoro su una partitura

La collaborazione con MILK

Dario collabora anche con MILK sia nella realizzazione di Bricks by Milk che per la realizzazione di colonne sonore. Bricks by Milk è una libreria che consente di trovare Music Library per Video, Film, Documentari, Spot Pubblicitari, Giochi e Web.

Oltre le musiche, con l’obiettivo di fornire un catalogo completo e adeguato a tutte le esigenze, Bricks by Milk mette a disposizione anche attori internazionali e madre lingua per realizzare Voice Over e servizi di doppiaggio.

Citiamo The Stolen Princess (La principessa incantata) e Mavka – the forest song che hanno visto MILK partecipare in qualità di editore delle composizioni di Dario.

Pensiero conclusivo

La storia di Dario Vero ci aiuta a capire come sia necessario lavorare intensamente per raggiungere i propri obiettivi e come, spesso, ci si debba mettere in discussione e acquisire le esperienze necessarie a farsi riconoscere dal mercato.

La costruzione della carriera musicale è fatta di definizione degli obiettivi, pianificazione attenta, duro lavoro e capacità di cogliere le occasioni.

Come sempre, una dose adeguata di fortuna non guasta.

Sono un ingegnere elettronico con la passione per la musica ed il suono. Mi sono avvicinato alla musica da autodidatta (salvo una breve parentesi alla University of the Blues di Dallas) e ho suonato nei peggiori locali italiani (con casuali puntate all'estero). Ho costruito la mia prima radio FM appena finita la terza media. Ho continuato con amplificatori a valvole e transistor fino ad arrivare alla produzione di circuiti integrati. Collaboro da anni con varie riviste (cartacee e web) di musica nelle quali mi occupo di recensioni di strumenti musicali e sistemi per l'elaborazione del suono. Trovate le mie pubblicazioni su Accordo (accordo.it), la rivista Chitarre (dal 2010 al 2015) e su Audio Central Magazine (audiocentralmagazine.com). Produco musica da un po' nello NTFC Studio che serve sostanzialmente per le produzioni di NTFC Band.